Immaginate un mondo in cui tutti gli aggiornamenti, le informazioni, le pubblicità siano visibili tramite i vostri occhi camminando per strada o bevendo un caffè al bar...

anonUn sistema di data base archivia i vostri ricordi belli e brutti e su richiesta ogni cosa può essere visionata dalle forze dell’ordine, no, non è 1984 di Orwell ma è Anon film del 2018 scritto da Andrew Niccol.

Il film di Niccol tocca alcune delle tematiche care ai testi e ai film sci-fi, non per ultima quella famosa inquietante visione dal punto di vista dell’assassino, che aveva caratterizzato e reso celebre il film scritto da James Cameron del 1995 “Strange Days”. Per chi non avesse visto Strange Days, le vittime dell’assassino, prima di essere uccise, attraverso un complesso sistema di reltà virtuale (dell’epoca), vivono l’esperienza in diretta dell’assassino stesso.

Il complesso sistema a specchio oltre ad essere inquietante, introduce il concetto di essere in un certo senso hackerati.

Ed è il concetto elegante ripreso da Anon, dove un’hacker molto preparata riesce non solo a cancellare le tracce dei ricordi scomodi dei suoi clienti, ma (senza spoilerare) ad introdursi nel “codice” della mente del malcapitato e proiettare la sua visione in diretta mentre lo uccide.

Anon è un film che da un lato risulta abbastanza lineare nella sua trama noir non troppo complessa, dall’altro però tocca tematiche molto interessanti e solleva alcune domande sul futuro dell’uomo e della tecnologia.

Come in un episodio del celebre Black Mirror infatti, qui si indaga, nel suo sottotesto, se essere del tutto rintracciabili tramite la tecnologia, in ogni singolo ricordo sia lecito e sicuro.

- Non hai capito. Il punto non è se io abbia segreti da nascondere, il punto è che io non voglio che siano condivisi - sostiene l’hacker protagonista del film.

Anon infatti è in un certo senso ricco di spunti per chi si occupa di cyber security, e di hacking poiché il futuro descritto non è poi così diverso da quello che viviamo, molto spesso senza fare esempi troppo distanti i ransomware ci minacciano chiedendo riscatti per i nostri dati segreti e preziosi.

Così come la nostra accessibilità e presenza su tutti i social ci rende vulnerabili ad attacchi.

Il film di Niccol quindi apre un vaso di Pandora che ci fa vedere un passo oltre, come se potessimo scrutare cinque minuti avanti a noi, in questo futuro prossimo, ma ormai quasi presente, dove la totale accessibilità a noi stessi diventa un pericolo.

Anon, si chiama così la ragazza protagonista, suona come Unknown, perché in quanto hacker riesce a vivere nascondendo ogni traccia della sua identità avendola cancellata.

E dunque la necessità di mantenere al sicuro ciò che ormai è la virtualizzazione di noi stessi nella rete, non è più solo prodotto di una fantascienza anni 90 ma è un bisogno tangibile, i nostri dati e le nostre vite avranno un percorso intrinsecamente legato alla nostra privacy e al nostro diritto di riservatezza.