No, secondo un recente rapporto del World Economic Forum, redatto in collaborazione con Deloitte, che ha analizzato le performance di 36 città, le più avanzate in fatto di sviluppo e implementazione tecnologica.

Le città intelligenti sono sicure

Lo studio, che ha preso in esame città in 22 paesi tra i quali anche l'Italia con Milano, ha evidenziato i punti deboli di queste smart cities, tra i quali emerge in particolare la mancanza di adeguata governance tecnologica. Infatti, nonostante la crescita esponenziale degli attacchi informatici di diversa tipologia, continua a mancare una specifica figura di riferimento esperta di cybersecurity. Quando si parla di smart cities si parla di città intelligenti, particolarmente avanzate sul piano tecnologico, per fornire servizi utili alla cittadinanza e migliorare la qualità della vita. Basta pensare all'incremento esponenziale della popolazione urbana degli ultimi decenni con la conseguente maggior domanda di servizi primari come la sanità, l'istruzione o i trasporti. Il tutto on il più basso impatto ambientale possibile. Insomma la sfida è davvero impegnativa.

I punti deboli delle smart cities

La mancanza di adeguate figure chiave e di una governance specifica porta anche alla mancanza di opportune valutazioni preventive, tanto che meno del 20% delle città effettua una valutazione sui rischi privacy prima dell'implementazione di nuove tecnologie. Ma uno dei problemi maggiori che è emerso e che riguarda la maggioranza delle ittà intelligenti è l'adozione di adeguate misure atte a garantire che i servizi digitali e le tecnologie implementate siano davvero accessibili a tutti, in modo particolare alle categorie deboli come gli anziani o le persone che hanno limitazioni fisiche.

In tal senso, anche la connettività è ancora un grande problema. In tempi recenti, la pandemia, con lo sviluppo dello smart working, ha contribuito a evidenziare come una connettività capillare sia ancora mancante in moltissime zone. E non fanno eccezione le città smart, dalle quali ci si aspetterebbe politiche rivolte a potenziare e garantire l'accessibilità alla rete da parte di tutti i cittadini.

La gestone dei dati

Le città intelligenti sono basate sull'Internet of Things e sui dati. Una grandissima quantità didati che dopoessere stata raccolta deve essere gestita. in questo senso strumenti come l'intelligenza artificiale e il machine learning si rivelano particolarmente utili per analizzare le informazioni e fornire indicazioni utili per rispondere alle esigenze dei cittadini. Appare tuttavia evidente il grande rischio di attacchi informatici e le conseguenze potenzialmente molto gravi. Così l'IA, il ML e il deep learning trovano sempre più impiego anche nell'ambito della cybersecurity a difesa delle infrastrutture informatiche.

 

Leggi anche l'intervista al team di Deep Instinct, la soluzione che utilizza il deep learning come strumento per prevenire, anticipare e contrastare potenziali nuove minacce dannose.

 

Il rapporto evidenzia quindi fondamentali problemi di base, sui quali è necessario intervenire tempestivamente, sia a livello di governance pubblica che coinvolgendo tutti gli attori locali, in modo particolare gli imprenditori affinché collaborino proattivamente in questa fase di trasformazione.